Carne rossa e cancro del colon

22 settembre, 2019 , ,

È risaputo che un consumo elevato di carne rossa è nocivo per la salute del cuore e per la salute del nostro pianeta, ma forse non tutti sanno che è anche associato a un aumento del rischio di cancro del colon.


Cosa dicono gli studi?

Un recente studio prospettico ha esaminato la relazione tra il consumo di alcuni alimenti e il rischio di cancro al colon su circa mezzo milione di soggetti britannici lungo un arco di circa sei anni. I risultati suggeriscono che le persone che consumano carne rossa e carni lavorate quattro volte o più alla settimana avrebbero un rischio maggiore del 20% di cancro al colon, rispetto a chi ne consuma meno di due volte a settimana. Anche il consumo di alcol sarebbe associato a un rischio più elevato di cancro colorettale, mentre il consumo di cereali integrali sarebbe associato a un rischio minore.

Alcune analisi hanno permesso di calcolare che ogni porzione di 50 grammi di carni lavorate (equivalente a circa tre fette di prosciutto) consumata quotidianamente può aumentare il rischio di cancro colorettale di circa il 18%. Inoltre, se si dovesse provare la causalità delle associazioni riportate tra il consumo di carne rossa e il cancro colorettale, alcune analisi portano a ritenere che il rischio di cancro colorettale potrebbe aumentare del 17% per ogni porzione di 100 grammi di carne rossa consumata quotidianamente (questa porzione equivale al palmo di una mano).

Una meta analisi effettuata nel 2015 su 400 studi ha mostrato dei risultati simili: il rischio di cancro colorettale aumenta col consumo di carne rossa, di carni lavorate e di alcol, e diminuisce col consumo di cereali integrali.

Basandosi su questi studi, l’Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro ha classificato la carne rossa come probabilmente cancerogena per l’uomo, e le carni lavorate come cancerogene per l’uomo. Ciò significa che è stata osservata un’associazione positiva tra il consumo di carne rossa e il cancro, ma che non si potevano escludere altre spiegazioni per questo fenomeno. Per quanto riguarda le carni lavorate, questa classificazione si fonda su dati sufficienti provenienti da studi epidemiologici che indicano che il suo consumo provoca il cancro colorettale nell’uomo.

Infine, secondo un rapporto del World Cancer Research Fund e dell’American Institute for Cancer Research pubblicato nel 2018, il consumo di cereali integrali e di alimenti ricchi di fibre, associato alla pratica di un’attività fisica, può diminuire il rischio di cancro colorettale, mentre il consumo di carne rossa, di carni lavorate e di alcol, così come l’obesità o il sovrappeso, aumentano il rischio di cancro colorettale.

Cosa si intende con « carne rossa » e «carne lavorata »?

La carne rossa comprende tutti i tipi di carne derivanti dai tessuti muscolari di mammiferi come manzo, vitello, maiale, agnello e cavallo. La carne lavorata si riferisce alla carne che è stata sottoposta a dei procedimenti per esaltarne il sapore o per migliorarne la conservazione. La maggior parte delle carni lavorate contengono maiale o manzo, ma possono anche contenere pollame, frattaglie o sottoprodotti della carne. Le carni lavorate comprendono ad esempio salsicce, carni affumicate, prosciutti e le strisce di manzo essiccate.

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Autori

Kathryn Adel

Kathryn Adel

Kathryn è titolare di una laurea in kinesiologia e una in alimentazione, e di un master in alimentazione sportiva. È membro dell’OPDQ e dell’Academy of Nutrition and Dietetics. Atleta di mezzofondo, ha corso per la squadra olimpica di Montréal e il Rouge et Or. Kathryn è specializzata in alimentazione sportiva, perdita di peso, diabete, salute cardiovascolare e gastrointestinale.

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